LE ARTERIOPATIE DEGLI ARTI INFERIORI

Le arterie si possono occludere per cause degenerative, croniche, per cause acute (es.: embolia) o per cause miste; in pratica si tende a dividere le arteriopatie periferiche in aterosclerotiche (arteriosclerosi) e non aterosclerotiche (ad es.: m. di Buerger, oppure arteriopatie associate a malattie del connettivo).

I distretti coinvolti sono la biforcazione aortica, le arterie iliache esterne, le femorali comuni (continuazione dell'a.iliaca esterna, dal legamento inguinale fino all'origine dell'a.femorale profonda), le femorali profonde (irrorano i muscoli della coscia), le femorali superficiali (arterie "vettrici"), le poplitee (continuazione delle a.femorali superficiali) e le tibiali.
 

ARTERIOPATIA ATEROSCLEROTICA

E' una patologia più comune negli anziani, che si localizza prevalentemente nel tratto distale dell'aorta addominale, nelle arterie iliache e nelle femorali (mentre le tromboarteriti obliteranti prediligono le arterie pedidie e tibiali).
Quasi di regola esiste una compromissione di arterie di altri distretti (es.: arterie viscerali, carotidi, coronarie).

Oltre all'età altri fattori predisponenti sembrano essere la familiarità, il tipo di alimentazione (soprattutto l'eccesso alimentare, e l'uso di grassi saturi in particolare), il sesso maschile, l'ipertensione arteriosa, l'abuso di nicotina e il diabete.

L'alterazione principale avviene a livello della tonaca intima del vaso arterioso, a partenza endoteliale (al contrario delle arteriopatie non aterosclerotiche, che hanno una localizzazione primaria avventiziale), con formazione di "placche" costituite da colesterolo, grassi neutri e acidi grassi, parzialmente fagocitati da cellule
schiumose poste tra l'intima e la media; le fibre elastiche sono frammentate, vi è presenza di connettivo, di stravasi ematici e di trombi parietali; a lungo termine si formano ulcerazioni e precipitazioni calcaree, con formazione di vere e proprie placche. L'evoluzione della malattia è verso l'ostruzione del lume del vaso interessato.

Le possibili situazioni cliniche sono le seguenti:

Sintomi e segni: Una regola da ricordare è che più centrale è l'obliterazione, migliori sono le possibilità di compenso da partedi circoli collaterali.

Esame del paziente ed esami strumentali:


PRINCIPI DI TERAPIA CHIRURGICA

Gli interventi proposti per tale patologia sono:


MORBO DI BUERGER

E' una tromboangioite che si localizza in particolare a livello delle arterie di piccolo e medio calibro (es.: digitali, plantari, pedidie, tibiali).
Istologicamente si dimostra un coinvolgimento infiammatorio (infiltrazione di linfociti, plasmacellule, istiociti e cellule giganti) dell'avventizia, della media e dell'intima dell'arteria interessata. Negli stadi più avanzati fibroblasti e trombi organizzati prevalgono sugli infiltrati infiammatori.
La malattia ha spesso una distribuzione segmentaria, e le vene sono coinvolte dal processo infiammatorio.
E' una malattia che predilige il sesso maschile e i forti fumatori.
I sintomi e i segni sono rappresentati principalmente dalla "claudicatio intermittens" del polpaccio e del piede, da rossore delle estremità con tendenza al colorito cianotico (con ipotermia cutanea), da pallore in caso di elevazione dell'arto e infine dal dolore a riposo e dai disturbi trofici (fragilità delle unghie, cute facilmente escoriabile, suppurazioni periungueali, gangrena).
Anche una storia di flebiti superficiali migranti (il loro esito è dimostrato dalla presenza di tratti induriti di vene superficiali), possono suggerire l'ipotesi di un morbo diBuerger.
La terapia si basa sulla sospensione del fumo e sulla simpaticectomia lombare; spesso sono necessarie amputazioni, a volte progressive.
 

OCCLUSIONI ARTERIOSE ACUTE

La causa più comune è l'embolia  arteriosa (trombi che in genere partono dal cuore sinistro a causa di vizi valvolari, di malattie coronariche o aritmie quali la fibrillazione atriale).
La trombosi arteriosa si instaura molto
spesso in arterie con preesistenti alterazioni dell'intima. Quando un embolo si localizza agli arti inferiori, avremo i seguenti sintomi e segni (le sei P di Pratt):
- dolore (Pain);
- pallore (Paleness);
- parestesia (Paresthesia);
- assenza del polso (Pulslessness);
- paralisi (Paralysis);
- collasso, shock (Prostration).

Trattamento:

Sindrome da rivascolarizzazione: consiste in una liberazione di potassio, mioglobina e creatina secondaria alla sofferenza muscolare durante la fase di ischemia. Le due maggiori conseguenze sono l'insufficienza renale acuta (per precipitazione della mioglobina a livello dei tubuli renali) e i disturbi cardiaci del ritmo (per l'iperpotassiemia).